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Eat the Rich è un progetto di mensa popolare autogestita, dietro ogni pranzo c’è un ragionamento preciso e delle scelte che rivendichiamo.
Non viviamo la cucina come uno spazio politicamente neutro e per questo non abbiamo mai voluto separare le riflessioni dalla pratica. Nell’organizzare la nostra cucina rifiutiamo la grande distribuzione organizzata e non acquistiamo quando possibile prodotti nei supermercati. Non rivendichiamo marchi o certificazioni, il nostro è un processo aperto di liberazione. Scegliamo di sostenere le economie solidali di produttori e trasformatori che con noi condividono l’idea di una comunità capace di autodeterminarsi nella scelta, nella produzione, nell’accesso e nella condivisione del cibo.
Proponiamo un prezzo autogestito perchè ognuno possa avere secondo i propri bisogni e dare secondo le proprie possibilità, consapevoli di non volere offerte ma contributi di ogni tipo per la condivisione di un progetto di costruzione di alterità politica e autogestione, che inizia nelle campagne sottratte all’agricoltura intensiva e allo sfruttamento umano ed animale, e prosegue nei momenti di cucina collettiva negli spazi sociali e nei territori di resistenza.
Eat the Rich vive la cucina come un luogo di autogestione e conflitto a partire dalla centralità della condivisione di un pasto genuino e accessibile.
L’invito a tutte e tutti è a partecipare ogni venerdì ai pranzi che si terranno nello spazio pubblico autogestito ed occupato Xm24, nonché al momento di cucina dalle 9.30 di mattina del venerdi e all’assemblea settimanale che si tiene ogni lunedi sera alle 20.30

Eat the rich – gastronomia precaria
la gioia è sovversiva se se magna

BICICLETTATA (della madonna!) CONTRO F.I.CO – Venerdì 8 Dicembre ore 12.30 @Xm24!

BICICLETTATA (della madonna!) CONTRO F.I.CO

Dallo scorso 15 novembre la city of food, la Bologna del turismo famelico, dei mercati riqualificati a misura di aperitivo chic, degli appassionati di esperienze preconfezionate da consumare espresse, degli assessori all’immaginazione, può finalmente fregiarsi di un nuovo
primato. Dopo due anni di rinvii e ben dopo la chiusura di quell’EXPO milanese a cui doveva fare da coronamento finale, ha aperto FICO Eataly World, il parco tematico agroalimentare più grande d’Europa. La grande opera del cibo in salsa green, con i suoi oltre centomila metri quadrati di suolo cementificato, i cento milioni d’investimenti tra pubblico e privato, le trecentomila ore all’anno di lavoro non retribuito, previste tra stage e alternanza scuola-lavoro, ha aperto i suoi cancelli. FICO, “soprattutto un progetto immobiliare innovativo”, oltre alla speculazione più becera avrà un altro ruolo, come nella migliore tradizione farinettiana FICO sarà un polo di produzione di narrazioni, una fabbrica dello “storytelling” che venderà a carissimo prezzo il feticcio della biodiversità italica. I più biechi palazzinari diventano
innovatori dell’urbanistica, una spietata agenzia interinale si trasforma nella grande opportunità di ogni giovane precario, l’industria dell’allevamento intensivo si traveste da piccolo allevatore che da un nome a ogni vitello, la peggior azienda multi-utility comunale diventa leader nell’economia circolare e sostenibile. Nella favola del capitalismo green e sostenibile non può mancare anche un profittevole riferimento al tema della mobilità e così, se da un lato raggiungere il centro commerciale è un’esclusiva per le automobili (visto lo sterminato parcheggio e il prezzo altissimo del biglietto della tanto decantata navetta del servizio pubblico) dall’altro vengono messe a disposizione centinaia di biciclette fornite dal colosso aziendale Bianchi per fare la spesa dentro il centro commerciale.
Anche questa nient’altro che una narrazione di facciata, nient’altro che fuffa.

Nel frattempo, mentre nei capannoni di FICO i grandi marchi della produzione industriale di cibo (Amadori, Lavazza, Granarolo, Mutti ecc..) si travestono da paladini della biodiversità per vendere il “made in (ea)taly” e qualche sprovveduto avventore rimane stordito dallo scontrino che riceve, dopo aver assaggiato la “tipica focaccia pugliese”, fuori in città va avanti il governo scandito da ordinanze e repressione delle forme di vita non conformi all’ideologia del decoro. Continua lo svuotamento delle piazze della socialità e lo sgombero degli spazi sociali, gli sfratti delle case popolari, i daspo ai senzatetto, le retate di polizia e giornalisti a caccia di facili scoop.
Quest’ennesima grande opera inutile e dannosa non è altro che la facciata in bella mostra di un governo cittadino, e nazionale, che sempre più esclude e marginalizza. Se è questa la città che affaristi e governanti vogliono cercare di costruire sta a noi provare a impedirlo.

F.I.CO non è che un’altra cattedrale del profitto nella city of food da sovvertire.

Per scaldare gli Human Motors in arrivo, per dare spazio alle voci e ai corpi contro il grande progetto farinettiano e contro la città del cibo, diamo appuntamento a tutte/i a venerdì 8 dicembre di fronte a XM24 per una biciclettata selvaggia che attraversi la city of food per segnalare i danni della riqualificazione in salsa bolognese e raggiunga la Fabbrica Italiana Contadina per contestarla.

APPUNTAMENTO ALLE 12:30 A XM24 (VIA FIORAVANTI 24) PER UN PRANZO RISTORATORE
PRIMA DELLA PARTENZA DELLA BICICLETTATA ALLE 14:00

Oggi è domenica… domani si muore – pizzata+cineforum

 

 

 

 

DOMENICATA MANGERECCIA + CINEFORUM CON CORTOMETRAGGI BRASILIANI

Nell’attesa (insopportabile) dell’inaugurazione del forno “Sante Caserio”, vi aspettiamo a XM per una pizzata autogestita con rassegna di cortometraggi brasiliani

· h 17.00 MOSTRA DI CINEMA CONTEMPORANEO E POLITICO IN BRASILE
proiezioni e a seguire dibattito

· h 18.30 YOUFORN. GODIAMOCI STO FORNO
Prove generali del nuovo forno a legna “Sante Caserio”
Pizzata DIY, con la mensa popolare autogestita Eat The Rich!

· Banchetto di serigrafia benefit per l’occupazione Carolina Maria de Jesus di Belo Horizonte, dove vivono circa 800 persone sotto permanente minaccia di sfratto.
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La Mostra di Cinema Contemporaneo e Politico in Brasile arriva il 5 novembre a XM24. Il cinema brasiliano si autorganizza e prova a rispondere con un approccio estetico, formale e militante al colpo di stato del 2016 e al fascismo dilagante in vasti settori della società e delle istituzioni. Diversi corti con al centro della discussione temi latenti come la lotta dei senzatetto, il controllo e la repressione, il maschilismo e l’emancipazione delle donne, le urgenze socio-ambientali e la questione indigena.

Cortometraggi:

– “Bento” (2017) di Luisa Lanna e Gabriela Albuquerque (‘8)
Documentario su (la storia di) Bento Rodrigues, città devastata dal cedimento della diga della compagnia mineraria Samarco nel 2015.

– “Ferroada” (2016) di Adriana Barbosa e Bruno Mello (’25)
Un sogno cinematografico in omaggio allo scrittore-becchino Tico, che mostra una vita marginale, un’ispirazione estetica e politica.

– “Na Missão, com Kadu” (2016) Aiano Bemfica, Kadu Freitas e Pedro Maia de Brito (’28)
Nel maggior conflitto fondiario urbano dell’America latina, le compagne e i compagni della zona occupata di Izidora scendono in strada in lotta per una casa dignitosa. Kadu, portavoce del movimento e cineasta, imbraccia la cinepresa durante la marcia, accostandovi alcune riprese del 19 maggio 1915. Davanti al fuoco, poi, rievoca il giorno, la lotta e il sogno.

– “Procura-se Irenice” (2016) di Thiago B. Mendonça e Marco Escrivão (’25)
il riscatto di una figura ridotta al silenzio. “procura-se Irenice” (“cercasi Irenice”) è la ricerca di una sportiva dimenticata. L’incontro con una storia cancellata dalla dittatura.

 

 

 

 

 

 

04/03/2017 Noi non siamo la coop! in difesa di XM24, contro la città dei centri commerciali

L'immagine può contenere: una o più persone, persone che camminano e spazio all'aperto

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Il 4 Marzo,durante la giornata “L’altra città esiste – Autogestione/Resistenza – XM24 non si tocca”, ovunque in città sono state organizzate iniziative diffuse in difesa di XM24 “A fronte di un progetto politico con cui l’amministrazione sta mettendo le mani sulla città e contro una ormai palese idea-modello di città e la desertificazione sociale che ne deriverebbe”, per “segnare la rotta verso un immaginario collettivo diverso: costruire insieme un’alternativa a questo deserto, partendo da quelle che sono le nostre pratiche di autogestione.” 

L’altra città esiste – Autogestione/Resistenza – XM24 non si tocca

Come Eat The Rich! insieme a tante e tanti altr* siamo andat* alla Coop delle Officine Minganti, nel quartiere della Bolognina. Abbiamo distribuito focacce, adesivi e volantini costruendo un’azione comunicativa di attacco e contestazione a un grande attore economico e politico della città. Abbiamo invaso gli spazi del centro commerciale recando fastidio alla sua grigia quotidianità. Dopo un giro in bici dentro alle officine Minganti ci siamo mossi in corteo raggiungendo XM24 e le altre iniziative della giornata. Amiamo XM24, odiamo i centri commerciali, rivendichiamo con forza un’altra città che pratica autogestione, libera dalla speculazione e dal profitto.

Qui sotto un nostro contributo scritto all’iniziativa:

NOI NON SIAMO LA COOP 
  
Ci hanno abituato a pensare che i luoghi di sfruttamento siano solo i campi con i caporali che sparano o le fabbriche dove gli operai muoiono per le falle nelle misure di sicurezza.
Ci hanno abituato a pensare che la violenza arrivi solo la notte nelle strade e nelle case, nelle guerre in altri Paesi del mondo, nell-antagonismo politico.
A ben guardare, entrando in un supermercato, percepiamo- più edulcorate – le stesse cose
Dalla selezione della clientela a un modello di vita produci-consuma-crepa, negli scaffali di questi supermercati troviamo la stessa immondizia 
Ci hanno sempre detto che la Coop siamo noi.
Siamo noi?
Coop Italia è un colosso della grande distribuzione industriale di cibo.
Coop impone i prezzi al mercato dei produttori, i tempi dell’agricoltura.
Coop è il caporalato e lo sfruttamento nei campi
  
Il racconto della cooperativa “rossa” , se mai è sembrato a qualcuno credibile, è crollato sotto gli occhi di tutti.
Coop è sfruttamento in ogni sua dimensione: sfruttamento di suolo urbano, sfruttamento dei terreni agricoli, sfruttamento del lavoro fuori e dentro ai suoi magazzini.
Coop è il Jobs Act messo in pratica: Coop è contratti stagionali, flessibilità imposta, ricorso alle agenzie interinali.
Lo è Coop come tutti gli attori della grande distribuzione organizzata (dai discount alle boutique).
Ma il ruolo di Coop è particolarmente significativo in una zona come Bologna perchè oltre ad essere uno dei principali attori in campo economico, lo è anche in campo politico.
Coop finanzia i “tavoli di partecipazione” (le nuove grandi menzogne dell’amministrazione) ed ogni progetto del sindaco e del partito della nazione.  
  
Coop ama così tanto la beneficenza da non limitarsi a regalare l’ invenduto alle mense per i poveri, ma foraggia i problemi economici dei gruppi finanziari suoi alleati
Sa benissimo muoversi tra i pacchetti più convenienti che il mercato del lavoro offre per pagare poco e guadagnare tanto.
Ricordate le cariche sui lavoratori in sciopero?.
La Coop compra prodotti alimentari da Israele, campione dell’apartheid contemporaneosi riserva di accaparrarsi il posto nel nuovo centro commerciale  del quartiere Bolognina, un tempio del consumo per non-proprio-poveri le cui porte a vetro scorrevoli dicono bene chi può entrare e chi no. La riqualificazione del quartiere è “partecipata” perchè il comune ha saputo trovare posti per tutti i suoi vassalli:una fetta di profitto a ciascuno.
Nel quartiere continuano gli sfratti e l’allontanamento dei poveri e dei “diversi”, Coop è anche questo. La grande distribuzione è complice della repressione dei quartieri, Coop è polizia 
Coop = cops
 
Sappiamo bene dov’è finita “la moneta che ride”: nelle loro tasche , fregiandosi di umanità e impegno sociale per nascondere lo sfruttamento e la violenza che anche a Coop stanno di casa.
Noi non siamo la Coop
  
Eat The Rich!
Gastronomia precaria 
Per l’autodeterminazione alimentare e l’autogestione dei quartieri.
Fuori i supermercati dalle città.

Bologninopoli – Festa popolare di quartiere

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qui il programma: https://www.facebook.com/events/317641058602354/

L’11 Ottobre 2008, con alla testa il sindaco Cofferati, una processione con tanto di fanfara da Piazza Maggiore arriva in via Fioravanti per inaugurare la nuova sede amministrativa del Comune di Bologna. Il nuovo e scintillante obbrobrio di vetro e metallo chiamato Palazzo Bonaccorso, in onore al Podestà che redasse il Liber Paradisus, che darà il nome alla piazza antistante. “Il primo pezzo del futuro cambiamento del quartiere circostante” dichiarò il sindaco.
Un atto non solo simbolico che segna la forte, e violenta, volontà di decidere il futuro della Bolognina. Continue reading

Venerdì 12 Giugno Eat the Rich raddoppia!

la Rete Eat the Rich contribuirà a due iniziative in città. In Cirenaica, a Vag61, con il progetto “Resistenze in Cirenaica”; in Bolognina, a Xm24, con le famiglie del Lazzaretto e il Laboratorio Sociale Afrobeat.
Avete l’imbarazzo della scelta ma la ricetta è la stessa: accesso a un cibo genuino per tutt*, condivisione di un pasto sociale, costruizione di relazioni a partire dai bisogni, storie e racconti di resistenze.

Serata a cura di Spaziaperti e Vag61, dalle 20:
– cena di autofinanziamento per il progetto “Resistenze in Cirenaica” a cura di Rete Eat the rich!

– letture da “Cantalamappa” (Wu Ming 1) e da “Delta Blues” (Kai Zen); musiche curate da Carla Serpieri (sansula, percussioni, kazoo e voce), Fabio Tricomi (chitarra, balafon e campane) e Claudia Finetti (voce).
https://www.facebook.com/events/1603742479878648/
more info http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=21614

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Dalle 16.30: Laboratorio aperto di cucina migrante, con le famiglie del Lazzaretto e EatTheRich + bolle, mimi e animazione

20.00: Cena e scorri-banda musicale dei piccoli del Lazzaretto

22.00: Live del LAB. SOCIALE AFROBEAT + Guests
https://www.facebook.com/events/1601508693442822/

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Rete Eat the Rich & MeryXm presentano “Come il colore della terra”

Mercoledì 10 Giugno @Xm24

– Dalle 19:30 aperitivo con vini di GustoNudo
– Ore 20 cena bio-vegan a cura della rete Eat the Rich
– Ore 21 “Come il colore della terra” di Marco Gastoni e Nicola Gobbi, prefazione di Pino Cacucci

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Ne parliamo con Nicola Gobbi, Simone Scaffidi (Carmilla) e Jacopo Frey (Il Caso S.)

Un omaggio a fumetti al movimento zapatista, all’ostinazione del suo percorso politico e alla moltitudine di storie che – grazie alle capacità comunicative degli zapatisti e all’attenzione internazionale nei confronti di un esperimento socio-politico senza precedenti – sono riemerse dall’oblio a cui era stata relegata la memoria dei popoli maya.

https://www.facebook.com/events/1480867048871298/

http://www.ecn.org/xm24/event/meryxm-presentazione-di-come-il-colore-della-terra/

http://www.carmillaonline.com/2015/05/12/lo-zapatismo-a-fumetti-come-il-colore-della-terra/

OCCUPATO STABILE IN VIA FIORAVANTI – IL NOSTRO ALTEREXPO INIZIA QUI

OCCUPATO STABILE IN VIA FIORAVANTI – IL NOSTRO ALTEREXPO INIZIA QUI

Siamo cucinieri, precari, gruppi di acquisto solidale, piccoli (auto)produttori e trasformatori contro le logiche del mercato e dello sfruttamento: siamo Eat The Rich! rete di mense, mercati e laboratori di autoproduzione.
Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo inventato, preparato, cucinato e diffuso saperi e ingredienti della cucina genuina, clandestina e sovversiva. Attraverso l’etica dell’autogestione e del mutualismo abbiamo cercato di dar vita a nuove istituzioni di welfare dal basso, aggredendo le principali contraddizioni di quella narrazione del bio e del green accessibile a pochi che ha preso la forma dei padiglioni di Expo a Milano e dello strapotere politico ed economico di Oscar Farinetti, patron di Eataly, prossimo all’apertura di F.i.co..
Guardiamoci intorno: Expo, F.I.Co, Eataly, Alcenero: cosa rappresenta tutto ciò se non il tentativo di aumentare le disuguaglianze sociali e massimizzare i profitti peggiorando le condizioni di lavoro, devastando i territori e alimentando quelle filiere produttive attente agli interessi finanziari più che alla genuinità del cibo?
Pensiamo che sia possibile un’alternativa alle imposizioni dell’economia di mercato e intendiamo metterla in atto attraverso la messa in comune di pasti, conoscenze, prodotti e percorsi, il tutto nello spazio e nel tempo che possiamo prenderci solamente nella clandestinità conclamata.

Per questo e molto altro oggi occupiamo temporaneamente l’ufficio vendite Unicum di via Fioravanti. Caso esemplare di speculazione e profitto del territorio, sulla pelle dei residenti. Un progetto che avrebbe voluto “riqualificare e ridisegnare” il quartiere. L’amministrazione comunale aveva deciso di concedere un’ernorme area residuale a costruttori di residenze di lusso, invece di metterla a disposizione della Bolognina popolare, libera da cemento e accessibile a tutti. I lavori sono fermi da più di un anno, ma ieri il Comune ha deciso di mettere una “pezza a colori” da 3,3 milioni di euro con la speranza che i lavori ripartano. I costruttori intanto tacciono.
Dal rifiuto del lusso del “food” al rifiuto del lusso dei residence, oggi occupiamo questo spazio fantasma.

Per iniziare qui una nuova fase del nostro percorso, per dare inizio al nostro AlterExpo, che non si fermerà qui.

Invitiamo tutt@ a raggiungerci fin da subito per difendere collettivamente questo spazio che per la giornata di oggi (07/05/15) abbiamo aperto alla città. Una zona temporaneamente liberata dove incontrare percorsi, lotte, prodotti genuini e la nostra socialità clandestina.

Dalle 13 Pranzo sociale a cura della Rete EatTheRich nel nuovo spazio

Dalle 18 @Vag61 – EAT THE STREETS (altro che SlowFood)
Marcia mangereccia e musicante per le vie del centro verso la presentazione di 
“La danza delle Mozzarelle” con Wolf Bukowski, Wu Ming1 e Abo (offTopic) 
che si terrà in questo spazio alle 21!

Rete Eat the Rich! – Gastronomia Precaria