Festival delle cucine: Tavolo 2

Ecco il testo introduttivo per il secondo tavolo previsto per sabato 25 aprile durante il Festival delle Cucine Popolari Autogestite IV edizione (NAPOLI)

2) Antispecismo

“non vogliamo gabbie più grandi, vogliamo gabbie vuote”

Alla quarta edizione del festival e al netto degli sviluppi anche contraddittori degli anni passati rispetto alla traccia di questo tavolo, abbiamo comunque deciso di non tralasciare l’argomento e al contrario di ri/cominciare a ragionarci insieme, provando a slegarci dalla dicotomia tra vegano e non vegano, cercando di decostruire lo specismo come modello sociale di vita imposto e strutturato all’interno della nostra società.
Condividiamo questa definizione comparsa in un articolo di alcuni mesi fa: “L’antispecismo è un movimento politico, basato su un impianto ideologico che ripudia qualsiasi gerarchia e discriminazione in base a razza, genere, stato sociale e specie. In sostanza, la sua specificità risiede nel non accettare e non giustificare quello che per molti è perfettamente naturale: la supremazia umana sul “non-umano”. (*http:/…/quasi-amici-sempre-nemici-p…-bertuzzi-giulio-sapori/)
Abbiamo deciso di analizzare questo campo di tensione e di ragionamento partendo da noi, compagne e compagni antifascist* antisessist* antirazzist* ma sempre troppo poco antispecist*. Ci piacerebbe raccogliere le impressioni di tutte e tutti coloro che dedicano il loro tempo e portano avanti non senza difficoltà queste istanze, all’interno di un movimento dove è difficile prendere voce e in cui troppo spesso l’antispecismo viene considerato come un moto individuale empatico e non una pratica politica. Lo faremo partendo da quello che sappiamo fare: cucinare, zappare, seminare, impastare…
E lo faremo cercando di leggere nelle teorie e pratiche antispeciste gli elementi di rottura che le rendono forme di lotta contro il capitale, parte di un insieme più ampio di pratiche politiche per attaccare l’esistente e scardinarlo.
Siamo convinti che ogni piccolo passo, anche se maldestro, fatto insieme ci darà forza, soprattutto all’interno delle nostre cucine collettive e clandestine. Crediamo fortemente che questione sociale,‭ ‬questione animale e questione ambientale non siano separabili.‭‬‬ E vogliamo parlare di corpi allontanandoci dall’idea del corpo fisico ma immaginandolo come spazio attraversabile e di connessione con l’altr*.
Sappiamo che sarà difficile e che potremmo anche farci trasportare da flussi di coscienza o ritrovarci su posizioni molto distanti, ma assumiamo collettivamente la sfida di tentare di capire come questo tavolo di discussione possa trasformarsi in pratica quotidiana provando a raccontare le nostre esperienze e cercando di ragionare sulle criticità .